sabato 9 novembre 2013

Abitudini strane nel mondo : matrimoni, nascite, Pasqua, Natale...

Le tradizioni più strane del mondo di solito sono legate ad eventi religiosi o a riti di passaggio molto importanti per la vita delle persone, come il matrimonio, la nascita dei figli o il funerale, e anche se a volte possono stupirci, dobbiamo sempre ricordare che nel mondo ci sono così tante culture e mentalità diverse, che quello che può sembrare assolutamente normale a noi può risultare strano a un asiatico o a un africano, e viceversa.

Per esempio, una tradizione molto insolita legata alla nascita è quella vietnamita di rivolgersi al bambino con aggettivi dispregiativi come “brutto” o “rospo” perchè è credenza che gli spiriti maligni perseguitino i bambini più belli. Oppure in Spagna, nel paesino di Castrillo de Murcia, da quattro secoli si tiene una volta all’anno il “salto del neonato” : dei neonati vengono adagiati su dei materassi che vengono saltati da alcuni uomini travestiti da diavoli, per ricordare i pericoli corsi dai figli maschi all’epoca del re Erode.

In alcune tribù, l’uso della placenta e del cordone ombelicale è molto singolare: i Maori delle Isole Cook, in Nuova Zelanda, seppelliscono la placenta nel terreno piantandoci sopra un albero di cocco, e se questo cresce vigoroso, anche il bambino diventerà sano e forte; i Navajo del sud-ovest degli Stati Uniti seppelliscono il cordone ombelicale nel terreno davanti all’abitazione in cui il bambino è nato, come certezza del fatto che tornerà sempre a casa, e anche la comunità dei Kamba, in Kenya, seppellisce cordone ombelicale e placenta come ringraziamento alla Madre Terra.

Il Natale si avvicina ormai, e le tradizioni che accompagnano questa festa sono le più diverse in tutto il mondo: in Belgio e in Olanda la figura di Zwarte Piet è l’equivalente africano di Babbo Natale e oltre a regalare doni ai bambini buoni punisce quelli birichini in un modo singolare, mandandoli in Spagna! Questo sembra essere l’equivalente del mandarli all’inferno, per gli olandesi! In Ucraina invece, il Natale sembra ricordare quasi la festa di Halloween, perchè i tradizionali alberi vengono addobbati tra l’altro con ragnatele di carta, plastica o metallo; questa usanza ha le sue radici nel passato di miseria in cui i poveri, che non si potevano permettere gli addobbi, decoravano così gli alberi di Natale. Anche in Austria e in Ungheria questa festività ha una connotazione terrificante a causa di Krampus, il demone con tanto di corna e catene che durante la Krampusnacht ha il compito di castigare i bambini più cattivi mandandoli all’inferno.

Anche per celebrare l’arrivo del nuovo anno esistono le usanze più disparate in tutto il mondo: in Germania si festeggia il Capodanno travestiti e agghindati come per la festa di Carnevale, e si beve il Feuerzangenbowle, a base di vino rosso, cannella, rum, chiodi di garofano e buccia d’arancia. In Giappone la popolazione si prepara a celebrare Toshigami, la divinità dell’anno nuovo, facendo le pulizie domestiche, e allo scoccare della mezzanotte le campane dei templi buddhisti rintoccano per 108 volte, tante quanti gli elefanti di Bonō, per confessare tutti i peccati degli uomini. In Brasile ci si veste tutti di bianco, pronti a cavalcare le prime sette onde dell’anno e a rendere omaggio a Yemanjà, la divinità che protegge i mari e i bambini, mentre in Russia in Capodanno si festeggia ben due volte, il 31 dicembre secondo il calendario Gragoriano e il 13 gennaio secondo quello Giuliano; il 31 dicembre, al dodicesimo rintocco della mezzanotte, è usanza aprire la porta di casa per far entrare l’anno nuovo.

Il matrimonio è un rito molto importante che ispira riti e tradizioni propiziatorie di ogni genere: in Romania, per esempio, è usanza il rapimento della sposa la notte prima delle nozze da parte della famiglia d’origine, che chiede al marito di pagare un riscatto per poterla riavere; il Polterabend è un’altra tradizione di buon auspicio, questa volta tedesca, per cui gli sposi, la notte prima delle nozze, devono ripulire tutto il pianerottolo di casa riempito di cocci e ceramiche da amici e parenti in tempo record, entro la mezzanotte, per completare il rito. Un’usanza coreana vuole che, per rendere lo sposo più forte la prima notte di nozze, gli amici dello sposo dopo la cerimonia si tolgano i calzini e pestino con le piante dei piedi dei corvina gialli essiccati, che sono un tipo di pesce.

Anche la Pasqua viene celebrata con riti di ogni genere in tutto il mondo: in Repubblica Ceca, il giorno di Pasquetta, le ragazze dipingono le uova da regalare ai ragazzi, e questi in cambio le colpiscono sulle gambe con una frusta di ramoscelli di salice chiamata pomlázka; si dice che questo porti salute e giovinezza. In Svezia, per i bambini il Giovedì Santo è una sorta di festa di Halloween, perchè girano travestiti di casa in casa chiedendo dolcetti; nelle Filippine invece, in occasione delle Pasqua di inscenano processioni molto cruente di uomini che si frustano la schiena per pentirsi dei proprio peccati oltre che la crocifissione, che può essere davvero molto realistica.

Fonte: NanoPress Viaggi

Il caffè sospeso : non solo in Italia

L'Europa attraversata dalla crisi economica riscopre il suo lato più umano e solidale.

 Infatti un costume tipicamente partenopeo, direttamente da quella Napoli che Luciano De Crescenzo in Così parlò Bellavista inseriva tra i popoli d’amore del Mediterraneo, diversi per spirito e per tempra dai popoli di libertà del nord, ha conquistato non solo il vecchio continente, ma tutto il mondo spingendosi anche ai lontani confini cinesi. 

E’ la pratica del caffè sospeso.

Aiutandoci ancora con le parole di uno degli scrittori napoletani contemporanei più amati, Luciano De Crescenzo, il caffè sospeso (che tra l’altro è anche il titolo di uno dei suoi romanzi più recenti) è “un caffè offerto all’umanità. Quando un napoletano è felice per una qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e l’altro per il cliente che viene dopo”. Ecco che la felicità di un momento vale di più se condivisa, meglio se con uno sconosciuto che diventa per noi il resto del mondo. Per quanto riguarda le origini di quel che potremmo considerare un gesto d’amore disinteressato, esistono
due diverse versioni; c’è chi afferma che i primi caffè sospesi risalgano al XVIII secolo, mentre per altri invece il costume di pagare due caffè e berne uno solo, iniziò a farsi strada solo durante gli anni della seconda guerra mondiale. Se sull’origine temporale ci sono incertezze, possiamo star sicuri sia sul luogo di nascita (Napoli) che sull’idea di fondo che ruota attorno al caffè sospeso: “oggi sono felice, come festeggio? Con una bella ‘tazzulella e’ cafè’, uno dei piccoli piaceri della vita. Ma visto che a mangiare (e bere, in questo caso) da soli ci si strozza, perchè non condividere questa gioia quotidiana con chi non può permetterselo?”.

Solidarietà e fiducia, bontà e carità. 

Ed ecco quindi che in un periodo di recessione duro come quello che viviamo da anni, l’usanza è tornata di moda. Non solo a Napoli e in Italia. Cafè suspendu, suspended coffee o il più ostico svedese Uppskjuten; l’usanza partenopea è diventata una vera e propria moda, tanto che in Argentina accanto al cafè pendiente, si sono inventati persino la variante de la empanada pendiente. 

Vi starete chiedendo che cosa abbia a che fare tutto questo con Madrid e la Spagna. Ebbene sì, esistono anche in Spagna i cafés pendientes.Non abbiamo potuto verificare però se si tratta solo di caffé cortados o anche di ‘relaxing cup of café con leche’. Come identificare le caffetterie e i bar spagnoli che aderiscono all’iniziativa? Alcuni espongono un adesivo identificativo sulle vetrine, altri invece lo specificano nella lavagna del menù. Tra i tanti, ha aderito al progetto anche l’antico Café Comercial di Madrid, in pieno centro città. In un anno infatti, solo lì sono stati contati più di cinquecento cafès pendientes, destinati ai più poveri. Non solo vecchia usanza partenopea che attraversa i confini italiani: quella del caffè sospeso è una vera e propria filosofia di vita che ha come missione costante la ricerca di una felicità che si nutre di gesti semplici e genuini, alla riscoperta del contatto umano. E’ una felicità accessibile a tutti e che come già un altro grande artista napoletano, Edoardo De Filippo aveva professato: “il caffè è la poesia della vita, un’abitudine che basta a rendere felice l’uomo”. Perciò, bando agli egoismi. E se per il professor Bellavista gli uomini si dividevano in uomini d’ amore e uomini di libertà a seconda se preferiscano vivere abbracciati gli uni agli altri o vivere da soli, noi iniziamo ad abbracciare l’umanità. 

Condividiamo.
Solo così vivremo tutti meglio.

Fonte : Vivi Tenerife